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luglio-agosto 2013

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ì è conclusa con successo l’iniziativa “Caprioli…no grazie. E i cinghiali?” di Cia e Confagricoltura di Alessandria per raccogliere le firme al fine di limitare il nu-mero di caprioli e cinghiali nella nostra pro-vincia.

Iniziata a metà maggio, la raccolta firme è nata dall’esasperante situazione in cui versa il mondo agricolo a causa dei sempre più nu-merosi e frequenti danni da ungulati alle col-ture.

Per raccogliere il numero maggiore possibile di adesioni a questa campagna e quindi ri-volgersi alle istituzioni al fine di ottenere ur-genti azioni risolutive del problema, le due Organizzazioni agricole hanno concordato di portare l’iniziativa fuori dai propri Uffici, andando direttamente a contatto con la citta-dinanza, posizionando dei gazebo nei prin-cipali mercati zonali e nei luoghi di maggior passaggio dei centri zona provinciali. Nel dettaglio sono stati allestiti gazebo dalle

ore 9 alle ore 12:

– martedì 18 giugno ad Acqui Terme in Piazza Italia e a Casale Monferrato in Piazza Castello.

– mercoledì 19 giugno ad Ovada in Via Cai-roli e a Tortona in Piazza Milano lato Tribu-

nale

– giovedì 20 giugno a Novi Ligure in Via Gi-rardengo angolo C.so Marengo

– lunedì 24 giugno ad Alessandria in Piazza Perosi.

Cristina Bagnasco

A

d aggravare, se mai ce ne fosse bisogno, il ventaglio di danni che gli ungulati selvatici (CAPRIOLI, DAINI E CINGHIALI) procurano all’agri-coltura ed alla popolazione ru-

rale, dobbiamo citare il rischio di morso da zecche. Questi arac-nidi sono diffusi sul territorio soprattutto ad opera della fauna selvatica che si muove libera-mente, compiendo percors i anche molto lunghi e diffon-dendo le infestazioni.

I cervidi ad esempio, proprio per la loro estrema mobilità, sono ritenuti fra i maggiori responsa-bili della diffusione delle zecche e fra queste soprattutto quelle appartenenti al genere ixodes. Queste ultime risultano vettori di importanti patologie di ori-gine virale o batterica quali la

meningoencefalite o la borre-liosi di Lyme. Sono malattie ca-ratterizzate da disturbi vari del sistema nervoso che possono presentare varia intensità con sintomi da lievi a molto gravi e di difficile guarigione. Sono en-demiche dell’Europa centrale e, in Italia, del nord est ma in ra-pida diffusione anche nella no-stra regione proprio a causa delle migrazioni della fauna ospite.

Pur non rappresentando per ora una vera emergenza sanitaria, come r i scont rato invece ad esempio in Russia, le autorità sa-

nitarie raccomandano un at-tento monitoraggio sull’anda-mento delle infezioni.

Accanto alle abituali norme igie-niche raccomandate per i fre-quentatori di ambienti aperti e potenzialmente infestat i da zecche, per il contenimento della diffusione delle malattie ri-sulta certamente fondamentale qualunque misura atta a limitare il numero di animali selvatici ospiti dei vettori e in grado di ostacolare la loro colonizza-zione di nuovi territori e la loro moltiplicazione incontrollata.

Roberto Giorgi

CONFAGRICOLTURA E CIA ALESSANDRIA

Gazebo nei luoghi di mercato per la raccolta firme

per limitare il numero di caprioli e cinghiali

Ungulati portatori di zecche

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