“Non è facile contrastare le false informazioni attribuite a sedicenti esperti, medici e dietologi, soprattutto attraverso Internet ed i social – ha osservato Giansanti -. C’è una disinformazione colossale, con un coacervo di sintomi e malattie che non c’entrano nulla con il latte, provenienti da fonti prive di preparazione medica e scientifica. È un grave problema che riguarda il latte ma anche altri settori agricoli e zootecnici e l’alimentazione”.
“Bisogna reagire con progetti di coinvolgimento - ha proseguito -. In quest’ottica è apprezzabile l’attività incessante che sta svolgendo la Libera Agricoltori di Cremona a sostegno degli allevatori ed è importante la “Festa del latte” che propone per valorizzare il settore verso i consumatori”.
“È senz’altro fondamentale – ha detto Giansanti - l’educazione alimentare, in collaborazione con la classe medica; il consolidato programma comunitario ‘Latte nelle scuole’ coglie l’obiettivo di promuovere il prodotto nei confronti di studenti e famiglie”.
“Ma non bisogna agire solo sul versante educativo – ha concluso il presidente di Confagricoltura -. Le istituzioni devono essere parte attiva e incrementare la diffusione di buona e veritiera informazione (‘good news’), un impegno che ha ripetutamente sollecitato il mondo agricolo, ingiustamente penalizzato da notizie faziose e distorte. Grazie alle sollecitazioni è stato avviato l’atteso lavoro informativo, con appositi siti Internet e comitati scientifici, per rilanciare i consumi di carne; per il latte si dovrebbe avviare un’operazione similare, prevedendo l’adeguata attività di divulgazione”.