L’Europarlamento ha approvato il regolamento comunitario sulle Tea (Tecniche di Evoluzione Assistita, o NGT dall’acronimo inglese), colmando – seppur con grande ritardo - il vuoto normativo che impediva di fatto la sperimentazione
L’Europarlamento ha approvato il regolamento comunitario sulle Tea (Tecniche di Evoluzione Assistita, o NGT dall’acronimo inglese), colmando – seppur con grande ritardo - il vuoto normativo che impediva di fatto la sperimentazione, l’uso e la commercializzazione delle innovazioni scientifiche per la produzione di semi e piante in grado di resistere, ad esempio, a siccità e cambiamenti climatici.
Confagricoltura ha sempre sostenuto la necessità di investire in tecnologia e ricerca, per assicurare a livello globale la sostenibilità alimentare e per permettere agli agricoltori italiani ed europei di essere competitivi sul mercato mondiale.
“È un risultato storico per l’agricoltura, che apre una nuova era – ha commentato Paola Sacco, presidente di Confagricoltura Alessandria – Abbiamo sempre sostenuto la necessità di investire sulla ricerca e sull’innovazione, a fianco delle Università e dei centri di ricerca. È importante ora continuare a divulgare l’importanza delle tecniche di evoluzione assistita, basandoci su informazioni scientifiche e combattendo le tante strumentalizzazioni e false convinzioni che circolano tuttora su questi temi. Ecco perché continueremo a parlare di Tea anche al prossimo Food&Science Festival Lab Alessandria, che si svolgerà ad ottobre in diverse città della provincia”.
La riforma approvata dall’Europarlamento regola la sperimentazione, l’uso e la commercializzazione delle nuove tecniche di evoluzione assistita che si distinguono dagli Ogm per l’assenza di inserimento di Dna estraneo alla pianta modificata, grazie a una tecnologia che è valsa un premio Nobel per la chimica assegnato nel 2020 a Emmanuelle Charpentier e Jennifer Deudna. Viene riconosciuta la specificità delle piante NGT-1, considerate equivalenti alle varietà ottenute con tecniche convenzionali.
L’Italia, lo scorso anno, aveva approvato la sperimentazione in campo delle Tea. Alcuni esempi sono già attivi in Lombardia, a breve distanza dalla nostra provincia, e Veneto.
In particolare, in Lombardia si sta sperimentando una tipologia di riso resistente alla fitopatologia del brusone.
“Siamo convinti che, nel medio periodo, gli effetti positivi si potranno misurare sia sulla disponibilità di alimenti e foraggi di buona qualità, sani e in quantità maggiori, sia sul risparmio di risorse e, quindi, con beneficio per l’ambiente”, conclude la presidente Sacco.