Gli aumenti del gasolio stanno colpendo tutte le fasi produttive dell’agricoltura: dal riscaldamento delle serre e delle stalle, ai lavori in campo come semine e irrigazione. E la situazione non è più sostenibile.
Gli aumenti del gasolio stanno colpendo tutte le fasi produttive dell’agricoltura: dal riscaldamento delle serre e delle stalle, ai lavori in campo come semine e irrigazione. E la situazione non è più sostenibile.
Confagricoltura a livello nazionale e Confagricoltura Alessandria a livello regionale, stanno portando avanti tutte le azioni sindacali possibili per chiedere misure urgenti.
Insieme alla Federazione regionale, Confagricoltura Alessandria ha infatti inviato precise richieste al presidente Alberto Cirio e all’assessore Paolo Bongioanni.
In particolare, si chiede un fondo regionale per abbattere del 20% la spesa per il gasolio agricolo sostenuta dalle imprese nel trimestre giugno-agosto 2026, proponendo un contributo straordinario a fondo perduto calcolato sulla spesa ammissibile al netto dell’IVA.
«L’aumento dei costi energetici si inserisce in un quadro di difficoltà che coinvolge più filiere agricole - dichiara Paola Sacco, presidente di Confagricoltura Alessandria – ai rincari dei mezzi tecnici si aggiungono l’incertezza dei ricavi e le conseguenze degli eventi meteorologici avversi. Questa situazione pesa sulla liquidità delle aziende e sulla loro possibilità di programmare le attività».
In Piemonte la crisi idrica dell’estate 2026 ha creato gravi problemi alla risicoltura, al mais, alle foraggere e a numerose produzioni stagionali. Le aziende hanno dovuto intensificare gli interventi di irrigazione di soccorso, affrontando ulteriori costi per salvaguardare i raccolti e garantire la continuità produttiva.
Il gasolio è indispensabile per la preparazione dei terreni, le semine, la raccolta, la gestione dei foraggi e il funzionamento degli impianti irrigui alimentati a carburante. Il suo costo incide sulle colture di pianura, sulle filiere zootecniche e sulle produzioni specializzate: un intervento regionale consentirebbe quindi di sostenere un’ampia parte dell’agricoltura piemontese.
«Il sostegno nazionale previsto per gli acquisti di marzo, aprile e maggio costituisce una risposta utile - prosegue Sacco - ma lascia scoperto il successivo periodo estivo Chiediamo alla Regione di affiancare alle misure nazionali un contributo che alleggerisca le spese sostenute nei mesi di intensa attività produttiva e di maggiore necessità di irrigazione».
Confagricoltura Alessandria chiede inoltre di valutare le lavorazioni affidate alle imprese agromeccaniche, affinché il sostegno possa tradursi in un beneficio concreto per le aziende agricole, nel rispetto della disciplina degli aiuti e delle condizioni di cumulo.
Alessandria, 9 ottobre 2026
IN ALLEGATO